Nell’ambito del progetto “La scuola adotta un monumento” – promosso sul territorio nazionale dalla Fondazione Napoli 99 con l’intento di salvaguardare i beni culturali, riscoprire il valore artistico e storico di chiese e palazzi, oltre che le tradizioni e gli usi locali - ci è sembrato opportuno adottare

la nostra scuola “G. Carducci”.


Edificio scolastico "G. Carducci" in una foto degli anni ‘50

 

 

 

 


 

 

 

    CENNI STORICI – Alla fine dell’800 la cittadina di Cerignola aveva come centro il “castello” con la “Terra Vecchia”. Le scuole erano ubicate in circa 40 locali a pianoterra, dislocati nelle varie zone della città, che non soddisfacevano le più elementari norme igieniche; per cui nacque l’esigenza di costruire un adeguato edificio scolastico come era stato fatto in Prussia, in Germania e nell’Italia settentrionale.
   Così nel Consiglio Comunale del lontano 7 dicembre 1898, veniva destinata la somma di 60.000 lire per la costruzione del primo edificio scolastico della città, che era stata caldeggiata da illustri concittadini, quali il
prof. Nicola Zingarelli (autore del noto vocabolario della lingua italiana) e l’on. Giuseppe Pavoncelli.
    La Posa della Prima Pietra avvenne solennemente il 14 dicembre 1905 e i lavori di costruzione iniziarono nel 1906, su progetto dell'ing. Luigi Reitani, la cui nipote ins. Michelina Buonanno, oggi in  pensione,  ha fatto parte del corpo docente della scuola stessa fino al 2005.

La scuola fu intitolata a Giosuè Carducci, perché nel 1906 al grande poeta fu assegnato il premio Nobel per la letteratura.

    In occasione del centenario ci sono stati grandi festeggiamenti, che si sono protratti per tutto l'anno e si sono conclusi il 19 dicembre 2006 con una cerimonia commemorativa.

    La ricerca di notizie storiche attraverso archivi scolastici e archivi privati, la caccia di libri, fotografie, documenti, oggetti, le testimonianze di conoscenti e insegnanti, hanno fornito tanto materiale interessante che ha permesso di allestire negli scantinati della scuola, un tempo utilizzati dai bambini che fruivano della “refezione” gestita dal Patronato Scolastico, il MUSEO DELLA SCUOLA, uno dei pochi in Italia così ricco di cimeli molto rari risalenti al primo Novecento.