Dopo il soggiorno di qualche tempo in
Liguria,
Mascagni nel 1886
fu scritturato dall'impresario
Luigi Maresca,
attore comico della scuola di Edoardo Scarpetta. Con una
paga di 10 lire al giorno, Mascagni giunse con Maresca
a Cerignola,
in provincia di Foggia.
CERIGNOLA
era un piccolo centro antico della PUGLIA, che aveva dato i
natali a teorici della Magna Grecia e musicisti; era un
centro ad economia agricola che vantava però una piccola
borghesia aperta alla cultura, e un teatro: il
Mercadante
con un'intensa attività artistica di liriche, operette e
prosa.
A Cerignola terminò per molti anni la vita
nomade di Mascagni.
Il
giovane musicista, appena ventiquattrenne, fu infatti subito
stimato dalla popolazione e il sindaco propose a Mascagni di
stabilirsi nella piccola cittadina a dare lezioni private.

E Mascagni con la giovane compagna,
Lina Carbognani,
accettò. Lasciò Luigi Maresca, divenne maestro di suono e di
canto nella nuova Filarmonica della città e si sposò con
Lina.
I Cerignolesi furono sempre affettuosi con
lui e parteciparono al dolore della giovane coppia quando
morì, nell'ottobre del 1887 a soli 4 mesi, il loro
primogenito.
E Mascagni ricambiò la loro amicizia. Durante
la composizione di Cavalleria Rusticana, come ci dice Luigi
Ricci, viveva a Cerignola
Giacomo de Zerbi,
fratello dell'onorevole Rocco de Zerbi, grande uomo
politico e ottimo giornalista. Questo giovane scriveva
poesie ed un giorno ne fece leggere una al Maestro scritta
in dialetto siciliano. Mascagni fu colpito dai versi e
decise di musicarla e di inserirla, con il permesso
dell'amico, nel preludio dell'opera: era la Siciliana.
E' lo stesso Mascagni a raccontarci della
vita spensierata a Cerignola "con
meno fama
e più fame", con i cenacoli letterari
improvvisati a Bari nella bottega di musica e strumenti del
negoziante Giannini, carissimo suo amico.
Ovviamente anche lì ci furono i denigratori
di Mascagni, avversari politici del sindaco di allora. Ma
tutti i Cerignolesi furono unanimi nel festeggiare il
Maestro all'indomani della vittoria del Concorso Sonzogno.
Sulla prima pagina de "Il Risveglio", a 5
giorni dalla proclamazione del vincitore
veniva fuori "Salve, o Mascagni, gloria d'Italia, in te il
genio batte le ali".
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